Amt, Terrile promette il salvataggio entro novembre. Utenti e lavoratori: «Restano troppi interrogativi»

Il vicesindaco assicura che non ci saranno nuovi aumenti tariffari e annuncia altri due milioni dal Comune. Matteo Campora replica sulle responsabilità della crisi, mentre Federconsumatori e UGL chiedono certezze su corse, organici e futuro dell’azienda

La crisi di AMT dovrebbe entrare in una fase decisiva entro novembre, ma sul futuro del servizio pubblico genovese restano aperte molte domande. Durante la commissione consiliare riunita a Palazzo Tursi, il vicesindaco Alessandro Terrile ha assicurato che la composizione negoziata potrà essere conclusa evitando il fallimento, mettendo in sicurezza circa tremila posti di lavoro e consentendo all’azienda di proseguire gli investimenti.
«Non confondiamo i pompieri con chi ha appiccato l’incendio», ha detto Terrile, respingendo le polemiche sui costi della procedura e rivendicando il lavoro svolto dalla nuova amministrazione per affrontare una situazione economica ereditata al momento dell’insediamento.
Il punto di partenza resta il pesante squilibrio dei conti. AMT avrebbe chiuso il 2024 con un risultato negativo di 56 milioni di euro. Nel 2025 la perdita sarebbe scesa a 26,4 milioni grazie anche ai contributi pubblici assicurati da Comune e Regione. I bilanci, ha spiegato il vicesindaco, potranno essere approvati dopo il raggiungimento degli accordi con i creditori necessari a sostenere la continuità aziendale.
Il Comune ha intanto stanziato altri due milioni di euro con l’obiettivo di attenuare gli effetti della riduzione del servizio e guadagnare tempo per ridiscutere la rete urbana ed extraurbana. Palazzo Tursi attende inoltre che Regione Liguria completi l’erogazione delle risorse promesse, mentre ai Comuni della Città metropolitana è stato chiesto un maggiore contributo economico.
Dal 14 settembre, però, entrerà in vigore il piano di emergenza. Ed è proprio sulle conseguenze per chi utilizza ogni giorno autobus e metropolitana che si concentrano le principali preoccupazioni.
Secondo Federconsumatori Genova, il quadro presentato non chiarisce come, con più di cento autisti mancanti, una riduzione del 20 per cento dei turni e circa un quarto dei mezzi indisponibile, il taglio medio delle corse possa fermarsi al 10 per cento. Il presidente Bruno Manganaro chiede che vengano comunicate le frequenze reali di ogni linea e i tempi di attesa prevedibili.
«Servono certezze per chi aspetta l’autobus e per chi guida», sostiene Manganaro, secondo il quale il percorso finanziario rappresenta soltanto l’inizio di un risanamento destinato a durare diversi anni. Federconsumatori teme inoltre che l’affermazione secondo cui il servizio e la rete non potranno più essere quelli di prima nasconda una trasformazione ancora non spiegata ai cittadini.
Anche l’UGL pone l’accento sulle condizioni del personale. Il segretario Roberto Piccardo descrive autisti, meccanici, controllori e coordinatori alle prese con traffico, veicoli in doppia fila, poche corsie preferenziali e aggressioni a bordo. Alla richiesta di stipendi più adeguati si aggiunge quella di tutelare la natura pubblica di AMT, escludendo qualsiasi ipotesi di privatizzazione.
Secondo il sindacato, assunzioni e nuovi autobus non produrrebbero effetti immediati: per recuperare organici e mezzi sarebbe necessario almeno un anno, durante il quale i lavoratori continuerebbero a sostenere turni e carichi particolarmente gravosi. Dopo il caso del gasolio contaminato, Piccardo riferisce inoltre di avere ricevuto rassicurazioni dalla sindaca Silvia Salis e dal direttore generale sull’individuazione delle responsabilità.
Sul fronte politico è arrivata la replica di Matteo Campora, capogruppo di Vince Liguria e coordinatore regionale di Liguria Insieme. L’ex assessore comunale rovescia la metafora utilizzata da Alessandro Terrile e sostiene che sia Regione Liguria, con il presidente Marco Bucci, a fornire le risorse necessarie per spegnere l’incendio.
Campora accusa il centrosinistra di aver descritto la situazione con toni eccessivamente allarmistici, mettendo in agitazione fornitori e creditori. Contesta inoltre la sequenza degli annunci sulla riduzione del servizio: dopo settimane di ipotesi considerate drastiche, osserva, la Città metropolitana avrebbe ritirato le proposte iniziali accogliendo le richieste dei Comuni contrari ai tagli.
Sul piano tariffario, Terrile esclude nuovi rincari. L’analisi della manovra introdotta nell’ottobre 2025 avrebbe dato un risultato positivo e, di conseguenza, resteranno in vigore le agevolazioni per gli ultrasettantenni e per gli studenti. Con l’Università di Genova sono in corso le procedure per rinnovare le facilitazioni destinate alle matricole.
Il Comune punta anche a ricucire i rapporti con Trenitalia. Secondo il vicesindaco, le controversie del passato hanno ostacolato l’integrazione tra ferro e gomma, nonostante entrambi i servizi siano sostenuti da risorse pubbliche. L’obiettivo dichiarato è rafforzare la tariffazione integrata, valutando anche l’eliminazione del biglietto valido soltanto sugli autobus e introducendo criteri tecnologici più chiari per la ripartizione degli incassi.
Proseguono nel frattempo i collaudi dell’asse della Val Bisagno, dove dovranno entrare in servizio i nuovi mezzi elettrici da 18 metri. Sono previsti anche l’ampliamento della rete filoviaria, legato all’adeguamento degli impianti elettrici, e l’acquisto di autobus destinati alle linee collinari.
La promessa politica è chiara: chiudere la procedura entro novembre e impedire il fallimento. Meno definito appare ancora ciò che accadrà, già dal 14 settembre, alle corse quotidiane. Ed è su frequenze, attese e affidabilità del servizio che cittadini e lavoratori misureranno la reale efficacia del piano.
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